A cosa si va incontro
Lacrime e sangue. La nuova manovra promette un ripianamento del nostro debito, quello pubblico maturato da vecchie politiche sbagliate. L’Italia ha passato fin troppo tempo ad indebitarsi per pagare i suoi sbagli. La crisi non è dovuta solo a questo, ma questo ha permesso alla crisi di travolgerci letteralmente. La nostra fortuna è che siamo un Paese ricco, pieno di risorse e capitale in grado di coprire per almeno 2/3 volte il nostro debito. E’ su questo che la nuova manovra ha lavorato. Siamo un Paese di risparmiatori, accaniti risparmiatori. I nostri soldi liquidi in qualche modo devono servire per far ripartire la crescita, almeno nel medio periodo. Questa crescita parte dall’Imu, l’imposta che sostituisce l’Ici. Grande stangata per chi possiede una casa o anche due. Ci potranno essere detrazioni in base alle fasce di reddito, ma si conta un gettito pari a 12 miliardi. Subentrano anche bollo più alto in base al tipo di auto, addirittura un’accisa sulla benzina. La benzina bene di consumo fondamentale per le famiglie servirà da altro deterrente. Il gettito fiscale è enorme per questa, senza contare l’aumento dell’iva per il 2%. Aumento dell’iva significa andare al supermercato e pagare il 2% in più, andare al ristorante, in libreria o comprare qualsiasi oggetto ad un mercatino. Significa 2% in più su ogni bene presente. Si toccano i beni dai consumo maggiori a quelli minori. Naturalmente oltre all’accisa la benzina subirà il rincaro dell’iva.
Come ci siamo arrivati
Il caso italiano non è diverso da quello degli altri Paesi, ma bensi molto
simile. Quella che si dice bolla di mercato ha fatto scoppiare una crisi mondiale impressionante. I mercati legati l’uno con l’altro dipendevano soprattutto da un Paese forte come quello statunitense che ha sottovalutato la bolla dei mercati. Prima del famoso 2008 venivano erogati prestiti in modo sproporzionato, ipotecando le case che questi mutui andavano ad acquistare. Le innumerevoli richieste di finanziamenti facevano alzare il tasso d’interesse, permettendo alle banche di speculare sui loro stessi prestiti. Una volta arrivati ad un punto di stasi, quello in cui i mercati valutavano gli immobili ad un valore molto alto ed tasso d’interesse diventa insostenibile, si è avuto il crollo delle borse; questo crollo ha permesso agli speculatori di agire tra i vari mercati, nonche agli immobili di essere un peso per chi li possedeva. La liquidità era presente in maniera minore, poca moneta e tanti beni a disposizione. Per capire bene questo meccanismo basta pensare alle molte banche che possedevano immobili dei loro creditori, ma non riserve per coprirli: troppi immobili da smaltire in poco tempo e poca liquidità da gestire. L’astio delle banche a concedere finanziamenti ha portato un blocco degli investimenti che in fretta ha coinvolto i risparmiatori ed i consumatori. Per far ripartire il sistema da qui si deve ripartire, ripianare il debito ed investire attraverso spesa pubblica o privata.
Cosa accadrà
Per adesso il mercato del lavoro non è stato ancora toccato, ma il ripianamento dell’economia è stato varato. Le misure sono serie, lacrime e sangue sono due parole giuste. I sacrifici saranno enormi in questi anni, ma con il tempo il Paese renderà ciò che si sta prendendo. E’ un’investimento sul futuro. I debiti vanno pagati, sempre. Noi ne abbiamo ed anche troppi. L’Italia vivrà un periodo ancora più difficile di questo, ma probabilmente sarà propedeutico ad un buon periodo. Il governo Monti sta facendo ciò che si deve fare, le soluzioni sono poche. Il gettito fiscale sarà enorme, questo permetterà comunque di aiutare in qualche modo i cittadini. L’unica preoccupazione è che dopo i nostri sacrifici non arrivino politici a rovinarci il futuro, quello che stanno cercando di ricostruirci.